La Barcaccia
locandina

divertimento in due tempi su un testo

di Carlo Goldoni


(in ordine di apparizione)

Rosaura Kety Mazzi
Colombina Ilaria Del Giglio
Balanzone Franco Cappa
Smeraldina Roberta Venturini
Zanetto Roberto Puliero
Pancrazio Giuseppe Vit
Beatrice Elisabetta Tescari
Florindo Andrea Castelletti
Lelio Davide Valieri
Tonino Roberto Puliero
Arlecchino Francesco Puliero
Tiburzio Daniele Zaccaria

regia roberto puliero

Costumi
Kety Mazzi, Cristina e Manuela Menon
Musiche originali
Giuliano Crivellante
foto di scenaLa commedia appartiene al "primo" Goldoni e ricalca quindi in modo evidente le strutture tipiche della Commedia dell'Arte, con i suoi intrecci gustosamente complicati, gli irresistibili lazzi comici, la pluralità del linguaggio, le felici assurdità della trama. Vi agiscono, inoltre, maschere divenute storiche nel nostro panorama teatrale, quali Arlecchino, Colombina, Balanzone, Rosaura, Florindo, Capitan Spaventa adombrato nel personaggio di Lelio.

Ai canovacci del teatro latino di Plauto (a "I due Manecmi" in particolare) si riporta invece l'espediente centrale dei due gemelli protagonisti, nel cui disegno par di scorgere peraltro una traccia dell'imminente passaggio al Goldoni più maturo.

Se infatti Zanetto, il gemello sciocco, è chiaramente imparentato alla rozzezza foto di scenasimpaticamente popolaresca degli Zanni (come suggerisce anche il nome), dall'altro canto Tonino, il gemello valente, con i suoi continui richiami all'ideale del "cortesan" personifica il tipico rappresentante di quella borghesia in ascesa che andava trovando in Goldoni il suo convinto ideologo.

Così preannunciata dalle stesse figure dei protagonisti, va dunque nascendo qua e là, in questa stessa commedia, la tendenza dell'autore ad uno studio dei personaggi meno approssimato e superficiale: prologo lieve alla successiva "riforma".

La realizzazione de "La Barcaccia", giunta alla scelta del testo sulla strada delle radici della comicità nel teatro e nel contempo di temi legati al proprio ambiente culturale (l'ambientazione dell'opera, benché in realtà generica, è in Verona), tende a valorizzare appieno la scintillante brillantezza del testo originale, ma insieme ad avvolgere il tutto d'una divertita ironia, in grado di aiutare lo spettatore ad individuare compiutamente le linee strutturali della commedia.

Nasce di qui il "divertimento" proposto, una serie di variazioni giocose cioè sul tema prescelto, in cui la recitazione e l'uso delle musiche di scena sono altresì rivolti alla riscoperta di moduli espressivi tipici dell'opera buffa.

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