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El Ciacolon imprudente

ovvero il "contrattempo" di Carlo Goldoni
Regia: Roberto Puliero

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Con

Laura Benassù
Kety Mazzi
Franco Cappa
Davide Valieri
Roberto Puliero
Marco Consolati
Alessandra Ionta
Michele Matrella
Michela Zanetti

Scene

Gino Copelli

Costumi

Kety Mazzi

Musica Orginale

Giuliano Crivellente

Personaggi

Beatrice
Corallina
Brighella
Ottavio
Pantalone
Florindo
Rosaura
Lelio
una serva

Trama

Lo spettacolo è il risultato della preziosa operazione di riscoperta e restauro d'un poco noto testo goldoniano: "Il contrattempo, ovvero il chiacchierone imprudente", qui ribattezzato "ciacolon" in ossequio al saporoso linguaggio prediletto dall'Autore. La commedia è del 1753, e chiaramente manifesta i segni della già affermata Riforma: i protagonisti conservano i nomi tipici della Commedia dell'Arte (Pantalone, Brighella, Corallina…), ma hanno decisamente abbandonato la maschera, per volgersi a realizzare il progetto goldoniano d'un teatro "ad imitazione della natura".

E la commedia precipuamente si segnala, allora, per la contemporanea presenza di personaggi sapientemente approfonditi, che Goldoni sembra divertirsi a riproporre traendoli da altre sue opere, inserendoli in nuovi contesti, costringono a nuovi confronti o conflitti. Il "ciacolon" del titolo è chiaramente imparentato al "Bugiardo" nato solo tre anni prima, sostituendone le "spiritose invenzioni" con buffe smanie d'apparire e bizzarre vanterie. Beatrice è una delle giovani vedovile cui anche nella vita il gaudente Goldoni andava dedicando le sue attenzioni, non tanto "scaltra" come la sua più nota omonima, quanto trepidante di reali sussulti e realistiche incertezze.

Con la lingua sciolta e trascinante vivacità, la assiste la fedele Corallina, mirabile rappresentante dei tanti personaggi femminili del teatro goldoniano, capaci orgogliosamente di tener testa all'uomo e fianco ai rappresentanti d'una nobiltà senza più smalto. E' in questo variegato mondo femminile che, con una ventata di novità, irrompe dalla scena la tenera Rosaura in un ruolo affatto singolare, già lievemente abbozzato in un'operetta giovanile ("La finte semplice"), ma qui originalmente approfondito ad imitazione della realtà. E dalla vita d'ogni giorno arriva, nel contempo, il patetico servilismo d'un Brighella senza più maschera, così come il diverso approccio degli innamorati Florindo e Lelio alle loro vicende sentimentali.

Ma, su tutti, l'Autore porta ad imporsi il suo Pantalone apportatore di saggezza e perbenismo, pronto a combattere col buonsenso antico le bizzarrie dei tempi nuovi, e quindi ad incarnare quegl'ideali della borghesia, di cui Goldoni era diventato il più convinto ideologo. "I libri su cui ho più meditato -egli scriveva- sono il Mondo e il Teatro". E teatro e vita, finzione e realtà ancora una volta magicamente si confondono all'interno d'una trama leggera di trascinante divertimento, ove l'Autore, con la sapienza d'un artigiano teatrale oggi senza uguali, incanala il fiume di personaggi che gli urgono alla mente nella creazione delle sue commedie…" per le quali non mancheranno mai argomenti, fino a che dura il Mondo".

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