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Nemici come prima

di Gianni Clementi
Regia: Roberto Puliero

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Con

Davide Valieri
Roberto Puliero
Delia Lorenzi
Kety Mazzi
Letizia Isolani

Scene

Gino Copelli

Costumi

Kety Mazzi

Voce fuori scena

Marco Bagnara

Tecnici luci e audio

Claudia Stefani

Personaggi

l'infermiere
Gino
Gina
Deborah
Costeluta

Trama

Finalmente il teatro italiano di oggi propone una commedia in grado davvero di mettere in scena la realtà dei nostri giorni. La vicenda ha luogo in una struttura ospedaliera all’interno della quale le preoccupazioni, il dolore, lo smarrimento delle persone in pena per un parente gravemente ammalato e improvvisamente ricoverato, si scontrano con l’insensibilità e il distacco di un personale reso indifferente dall’abituale convivenza con situazioni estreme, e dalla conseguente ricerca dell’arte di arrangiarsi.

L’inquietante denuncia sociale così proposta dal testo costantemente si accompagna, peraltro, alla irresistibile comicità del dialogo e al realistico disegno dei personaggi, latori d’un linguaggio sempre attuale di coinvolgente naturalezza. Nell’attesa che si evolva la situazione del loro congiunto, nel continuo, confuso scambio di notizie e opinioni con un infermiere bizzarramente invadente, quattro personaggi fanno emergere le loro diverse personalità confrontandosi su molti dei temi sociali oggi più diffusi: il potere condizionante del denaro, il desiderio di fuga da una società sempre più catena di montaggio, l’ipocrisia dei sentimenti…

In un concitato scambio di battute scoppiettante e involontariamente comico, ne discutono il rozzamente pratico Gino, commerciante di carne in palese attesa della morte imminente del suocero; la moglie Gina spaurita e apparentemente sottomessa; la sorella di lei Deborah, sempre in giro per il mondo alla ricerca di se stessa fina a quando non s’accorge che anche l’utopia ha bisogno di denaro; la giovane badante rumena abituata a combattere con le sue armi una sorta di lotta per la sopravvivenza. Sempre in bilico fra sorprendente amarezza e travolgente divertimento, la commedia condurrà infine lo spettatore ad un inaspettato finale a sorpresa. Per garantire l’assoluta naturalezza dei dialoghi, l’Autore ha consentito al Regista di tradurre le parti originalmente scritte in dialetto romanesco, in un dialetto veronese che trasferisce la vicenda in un Ospedale della città veneta.

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