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La Partiéta

da "Zogando a tre sette" di Emilio Baldanello
Adattamento originale e regia di Roberto Puliero

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Con

Giovanni Vit
Bruno Consolati
Kety Mazzi
Roberto Puliero
Noemi Valentini
Eleonora Cerpelloni
Fernanda Vettorello
Davide Valieri
Giuseppe Vit
Francesco Puliero

Scene

Gino Copelli

Costumi

Kety Mazzi

Musiche

Giuliano Crivellente

Personaggi

Ascanio
Bernardo
Ernestina
Toffolo
Cecilia
Catina
Marina
Lunardo
Checco
Gregorio

Luci e audio

Claudia Stefani

Trama

Dopo il grande successo popolare di “Ostrega che sbrego!” e “Nina no far la stupida”, lungo la sua felice navigazione attraverso il teatro d’ogni tempo, con la messinscena di “Zugando a tre sette”, ora ribattezzata “La Partiéta”, “La Barcaccia” nuovamente approda alla riscoperta e alla valorizzazione del teatro veneto del primo Novecento.

E’ un teatro carico di temi e atteggiamenti che appaiono spesso “d’altri tempi”, talora pigramente adagiato sull’imitazione goldoniana, e tuttavia ancora ricco di vivacità e di umori popolari, e soprattutto innervato di un grande artigianato teatrale, oggi in gran parte dimenticato da un teatro soprattutto affollato da messinscena risparmiose o esibizioni monologanti.

A questo mondo “La Barcaccia” si avvicina con allegra e sorridente ironia, allo scopo di riscoprirne la vivacità espressiva rivelandone al contempo gli espedienti teatrali più diffusi.

Ad animare qui la vicenda sono: una Marchesa deliziosamente svampita costantemente immersa nei confusi ricordi della sua gioventù burrascosa; la sua incantevole figlia Catina, nata prima del matrimonio da una misteriosa storia lontana; il contino Ascanio suo appassionato pretendente; il fedele fattore Toffolo Meravegia, pronto a risolvere ogni problema domestico sino a mettersi generosamente alla ricerca del padre ancora ignoto; una servitù spesso bizzarra e brontolona; e infine i tre protagonisti della “partiéta” Lunario Antian, Checco Sorbola e Gregorio Spinazzi, ciascuno con i suoi segreti non ancora svelati.

Utilizzando un linguaggio di scoppiettante creatività, la trama prende vita sempre in bilico fra comicità e “suspence”, mostrandosi altresì in grado di appassionare tuttora, come gli spettatori di ieri, anche quelli di oggi… cui non potrà sfuggire l’inevitabile confronto con le problematiche più attuali connesse oggi alla natività: ieri l’onore e le convenienze messe in crisi dai “figli della colpa”; oggi i figli in provetta, le madri in affitto, i neonati con due mamme o due papà… Il mondo cambia pur senza mai riuscire a cancellare il prodigio di una vita che nasce.

Cambia anche il teatro… ma divertimento ed ironia, risate ed emozioni a tinte gialle possono ancor oggi, felicemente, essere le stesse di un secolo fa.

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