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La Serva Amorosa

Di Carlo Goldoni
Regia di Roberto Puliero

cappello-loc

Con

Davide Valieri
Roberto Puliero
Katy Mazzi
Giovanni Vit
Francesco Puliero
Tommaso Rossato
Martina Romeo
Giuseppe Vit
Anastasia Rossato
Franco Cappa

Musiche originali

Giuliano Crivellente

Scene

Gino Copelli

Costumi

Kety Mazzi

Luci e audio

Claudia Stefani

Personaggi

Ottavio
Pantalone
Beatrice
Lelio
Arlecchino
Florindo
Corallina
Brighella
Rosaura
Agapito

Trama

“In Arena si da la commedia senz’altra luce che quella del giorno” scrive ammirato Carlo Goldoni nel corso d’un suo soggiorno veronese. Affascinanti stampe e dipinti del Settecento raffigurano appunto una “caréta dei comici”, il tipico carrozzone-palcoscenico degli attori girovaghi dell’epoca, che ha piantato le tende proprio al centro della platea dell’Arena, davanti ad una folle plaudente. Essi sono ancora lì,nell’originale messinscena de “La Barcaccia”, per rappresentare “La serva amorosa”: oggi il prezioso recupero d’una commedia goldoniana interamente ambientata a Verona.

Benchè tale ambientazione sia in realtà generica, essa consente alla Compagnia di cimentarsi con sorridente ironia in molteplici riferimenti alla Verona di ieri e di oggi, apparentandosi in tal modo a quei colleghi lontani, capaci delle invenzioni più bizzarre e geniali.

La commedia si colloca a mezza strada fra gli ultimi echi della Commedia dell’Arte e i primi passi di una determinante Riforma Teatrale, capace sempre più di avvicinare il teatro alla realtà. Direttamente dalla “Commedia all’improvviso” approdano sulla scena Arlecchino e il “mamo” Lelio, Pantalone e Brighella: tutti hanno già smesso la maschera, ma mentre i primi due conservano intatta l’innata buffoneria, gli altri hanno già assimilato la variegata complessità di personaggi finalmente reali.

Reali come il vecchio Ottavio, lo scaltro Agapito, l’innamorato Florindo; reali come Corallina, Beatrice e Rosaura, tre nuove esponenti dei grandi, innovativi personaggi femminili del teatro goldoniano, sempre più avanti agli uomini con la loro carica di coinvolgente inventiva: quella che si manifesta qui soprattutto in Corallina, effervescente “serva amorosa”, ma anche nella sua antagonista Beatrice. Quasi due secoli prima del femminismo, e ancor oggi in tempi più cupi, l’Autore sembra volerci sussurrare che, nel bene come nel male, sono le donne a indirizzare e determinare gran parte delle vicende umane.

Sullo sfondo d’una Verona reinventata come forse nei sogni, personaggi “antichi” e realistici tornano intanto felicemente a confondersi nelle pieghe d’un intreccio appassionante, assicurando, oggi come un tempo, gioiose suggestioni e trascinante divertimento.

Sullo sfondo d’una Verona reinventata come forse nei sogni, personaggi “antichi” e realistici tornano intanto felicemente a confondersi nelle pieghe d’un intreccio appassionante, assicurando, oggi come un tempo, gioiose suggestioni e trascinante divertimento.

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